top of page
Donna_sul_fronte_copertina_definitiva.png
elemento decorativo sito-2.png

Alaine Polcz

Donna sul fronte

TRADUZIONE DI ANTONIO D'AURIA

INTRODUZIONE DI MARCO INNAMORATI

CURA DI MÓNIKA SZILÁGYI

EDIZIONE: Prima edizione integrale

ISBN: 9788889076415

PAGINE: 224

ANNO: 10 gennaio 2024

ebookreader.png
ISBN: 9788889076897

ANNO: 2024

"Ogni guerra ha mille volti. Questo è il mio, come io l'ho vissuta. Come capitai io, una giovane donna, dell'età di diciannove-venti anni della minoranza ungherese della Transilvania ricongiunta alla madrepatria sposata da pochi mesi, nel castello degli Esterházy di Csákvár. La vita di una donna sul fronte. La fame, i pidocchi, scavare trincee, sbucciare patate, il freddo, il fango. Questa vita non era solo la mia. L'anziana madre di mio marito, dai capelli bianchi, fu portata via e stuprata allo stesso modo delle ragazze adolescenti. I soldati russi mi aggredivano, mi picchiavano, mi proteggevano, mi calpestavano le mani con gli stivali, mi davano da mangiare. Chi erano loro, chi eravamo noi? Perché stupravano le donne, pagando magari questo gesto con la loro vita? Le bombe e i proiettili non causarono solo distruzione, non furono giustiziati solo ungheresi e tedeschi. Per cosa stavano combattendo loro? E noi?"

ALAINE POLCZ

Transilvania, allora Ungheria, 1944. Alaine Polcz all’età di diciannove anni si sposa con un uomo che ama, senza sapere quanto ne sia riamata. All’avvicinarsi delle truppe romene, in autunno, insieme al marito scappa da Kolozsvár (attuale Cluj-Napoca), dove ritorna solo al termine della guerra, dopo aver attraversato l’inferno del fronte.

 

Un libro che va a toccare un argomento tabù in Ungheria fino al 1990, fino alla fine del comunismo: le violenze, gli stupri commessi dai soldati dell’Armata Rossa. Una questione che torna oggi di tragica attualità con le guerre in corso nel mondo, in particolare quella seguita all'invasione russa dell’Ucraina, che richiama da vicino gli episodi narrati.

Un’autobiografia che ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è stata tradotta in francese, tedesco, inglese, spagnolo, russo, romeno, sloveno, serbo, estone e polacco. 

Nell'appendice della nostra edizione italiana è inserita la traduzione della postfazione russa "Dopo questo sarà tutto un po' diverso" di Jurij Gusev.

PolczAlaine.jpg

Alaine Polcz (Kolozsvár /Cluj-Napoca/, 7 ottobre 1922 - Budapest, 20 settembre 2007) psicologa, tanatologa, scrittrice. 

Si sposò all’età di 19 anni, durante la Seconda guerra mondiale aveva sofferto terribili sofferenze a causa dei continui stupri di gruppo dai soldati sovietici, torture e privazioni e giunse nello stato di morte clinica. Fallì anche il suo matrimonio e questo e gli orrori della guerra le lasciarono un segnoper tutta la vita. Si laureò in psicologia nel 1949. Nello stesso anno si sposò per la seconda volta con lo scrittore Miklós Mészöly, il loro matrimonio durò fino alla morte di lui, nel 2001. All’inizio della sua carriera praticò l’arteterapia per i malati mentali, poi si occupò di diagnostica dei giochi. Dal 1970 lavorò presso la clinica pediatrica n.1 con bambini gravemente malati e terminali e con i loro parenti.

Nel 1976 fu la prima in Ungheria a creare una stanza dei giochi in un reparto clinico e una stanza separata per i genitori. Fondò la Fondazione Hospice Ungherese nel 1991.

RECENSIONI

Dietro le medaglie di ogni guerra c'è un cimitero di donne stuprate di Monica Perosino su Tuttolibri La Stampa

 

Recensione di Francesco Matteo Cataluccio su La domenica dei libri di Radio Popolare.

Presentazione online con Aleksandra Ivić su Scrittori a domicilio.

Recensione di Marina Toniolo su ThrillerNord.

Segnalazione di Ida Bozzi su La Lettura di Corriere della Sera

Intervista sulla rubrica Est-Ovest della TGR Rainews, al minuto 16.38. A cura di Walter Skerk.

Una travolgente scrittura autobiografica – “Donna sul fronte”, recensione di Alessandro Garavaglia sulla rivista Assonanze

Ci sono figlie senza madre, e donne al fronte (Due novità in libreria) di Michela Fregona su Cultweek.

Ungheria in fiamme, quell’Ave Maria che si alzò dalla cantina delle sevizie, recensione di Alessandro Zaccuri su Avvenire.

“Donna sul fronte” la denuncia del difficile rapporto tra uomo e donna che sfocia nella violenza, recensione di Gianluca Parisi su Caserta24ore.it

Donna sul fronte di Alaine Polcz secondo Mónika Szilágyi e Antonio D'Auria su RAI Cultura.

Il Consolato Generale della Federazione Russa a Milano "recensisce" Donna sul fronte (dal minuto 47) alla presentazione nella Libreria Centofiori di Milano: YouTube.

Il commento di Anfora sul commento del consolato russo su La Stampa

Nicoletta Sipos recensisce Donna sul fronte su Chi

bottom of page