Abigail

Magda Szabó

Traduzione di Vera Gheno

Seconda edizione riveduta

con il saggio "Abigail" di Magda Szabó sulla genesi del romanzo in postfazione

il 30 Maggio 2017

pp. 424

euro 18.00

ISBN: 9788889076385

Seconda Guerra Mondiale. Gina, ragazza quindicenne dell'alta società di Budapest, orfana di madre e figlia unica di un generale dell'esercito ungherese, per volontà del padre, nell'autunno del 1943 deve abbandonare i luoghi abituali e le persone amate della sua vita e senza poter salutare alcuno, viene portata in una prestigiosa, ma molto lontana scuola calvinista, nell'Istituto di Educazione Femminile Matula.

Le tolgono ogni oggetto personale, è obbligata a indossare un'uniforme scura e semplice, la sua giornata è regolata da un orario molto rigido. La vita nell'istituto è pieno di regole e divieti e Gina per un piccolo tradimento si trova anche emarginata dalle sue compagne di classe. Si ribella, ma verrà a sapere qualcosa per cui decide di rimanere nell'istituto e accettare la sua reclusione.

Come riuscirà Gina ad orientarsi in un mondo difficile e pieno di segreti da adulto?

I suoi passi saranno vegliati dalla misteriosa Abigail, una statua del giardino della scuola che secondo la leggenda diffusa tra le allieve pare avere strani poteri, e da un segreto protettore, l'identità del quale è conosciuta solo dal generale.

Abigail fu scritto nel 1970 come romanzo per giovani adulti, ma ben presto divenne  una lettura per tutte le età, un successo nazionale. È molto popolare anche la versione televisiva (1978), la cui sceneggiatura fu scritta dalla scrittrice stessa. I teatri mettono regolarmente in programma gli adattamenti teatrali del romanzo, il più recente è un musical. Nel 2005, al concorso dello show televisivo Big Read (A nagy könyv), Abigail è stato proclamato il terzo libro più amato in Ungheria. (Al secondo posto è finito I ragazzi di via Pál di Ferenc Molnár.)

A che cosa è dovuto il successo di Abigail? A una reazione ritardata, spiega Magda Szabó nel saggio sulla genesi del romanzo che trovate nella postfazione di questa edizione:

 

"Durante la seconda guerra mondiale io sbagliai quasi tutto, e non ho nemmeno la giustificazione di non aver saputo quale fosse la verità, perché ne sapevo considerevolmente di più delle persone comuni. (...) Abigail – sia come romanzo sia come film per la televisione – avrebbe voluto mostrare che non esiste comunità che non viene toccata dalla guerra, e solo secondariamente la raffigurazione di una scuola confessionale femminile al tempo di Hitler.  (...) In Abigail ho scritto tutto quello che io, che ero stata testimone e coeva, avrei dovuto fare, e invece ero rimasta solo un’osservatrice con senso di colpa. (...) Abigail divenne un successo nazionale. Nemmeno per un attimo credetti che fosse merito mio personale. Semplicemente l’Ungheria, con la maniera in cui l’aveva accolto, aveva votato contro Hitler, contro la guerra e il fascismo, e a favore di coloro che avevano anche fatto qualcosa, non erano solo rimasti a osservare, terrorizzati e schifati, come una scrittrice molto giovane, che scrittrice ancora non poteva definirsi, la quale aveva immagazzinato il materiale grezzo da costruzione: i ricordi."

Recensioni

Federica Privitera su Critica Letteraria

Se quindi Abigail rientra da sempre nel canone dei testi per ragazzi, leggendo le parole dell’autrice tale classificazione risulta immediatamente limitata e in grado di svelare solo una minima percentuale di tutto quello che il romanzo ha da dire. Accanto alle vicende innocenti e gioviali, condite con la mestizia tipica di un collegio, di un’adolescente e delle sue amiche, si cela quell’altro mondo che ha permesso a un testo così distante dal XXI secolo in quanto ad ambientazione storica di attraversare intatto le generazioni e di trasformarsi in un classico.

"Così come non temo di definire capolavoro “Abigail”.  Questo libro lo consiglio a chi ama le storie di un tempo, la bella scrittura tradizionale, elegante e dal sapore antico. Un lavoro che respira in tutto e per tutto l’aria di altri tempi ma che non manca di ricordarci che le emozioni, quelle più autentiche, in fondo rimangono le stesse, anche a distanza di un secolo."

"Un porre rimedio riuscito e tradotto in questo romanzo che resiste a ogni tipo di riduzione a uno specifico genere letterario e si fa ottimo veicolo per  addentrarsi nella scrittura limpida e sicura di Magda Szabó, una delle voci europee più grandi del secolo scorso, le cui opere sono ora reperibili grazie all’intelligente operazione editoriale delle edizioni Anfora di Monika Szilágyi nell’accurata traduzione di Vera Gheno."

Un romanzo che racconta di un’adolescente di ieri, da regalare a una ragazza di oggi. O anche, semplicemente, da leggere per ritornare indietro, per ricordarsi di come sia misterioso crescere. È la storia della quindicenne Gina, mandata dal padre generale (per salvarla, ma lei non lo sa ancora) in un collegio rigidissimo: siamo in Ungheria, durante la seconda guerra mondiale. Ed è anche il mondo di Magda Szabó, grande scrittrice del Novecento. Perché crescere vuol dire imparare a decifrare gli enigmi del cosmo. Ma anche quelli del cuore. Questo libro ce lo ricorda. È ABIGAIL, di Magda Szabó, Anfora. 

 Abigail è insieme un atto di accusa contro chi rimase in disparte e un riconoscimento verso quanti invece si adoperarono attivamente per salvare vite umane, ma sicuramente rappresenta anche il monito più vivo che la scrittrice ungherese ha lasciato ai suoi lettori: non siate mai in ritardo, per quanto possibile, nelle vostre reazioni!

28.09.2017

Un romanzo che racconta di un’adolescente di ieri, da regalare a una ragazza di oggi. O anche, semplicemente, da leggere per ritornare indietro, per ricordarsi di come sia misterioso crescere. E’ la storia della quindicenne Gina, mandata dal padre generale (per salvarla, ma lei non lo sa ancora) in un collegio rigidissimo: siamo in Ungheria, durante la seconda guerra mondiale. Ed è anche il mondo di Magda Szabó, grande scrittrice del Novecento. Perché crescere vuol dire imparare a decifrare gli enigmi del cosmo. Ma anche quelli del cuore. Questo libro ce lo ricorda.

​"A quel punto, il generale capisce che dalla guerra non c'è riparo. Ci si può salvare la vita, ma non la coscienza. I film, Super Quark, i musei, le enciclopedie, escludono com'è la guerra nelle case, tra i bambini.
In Abigail, Magda Szabó, la scrittrice ungherese di uno dei romanzi più incredibili sull'Europa interbellica (Per Elisa), racconta cosa fa la guerra dove non si combatte, dove non s'immagina che arrivi e dove ci si illude che possa restare inchiostro, storia, giornali."

Nato come romanzo per ragazzi, Abigail (considerato uno dei tre libri più amati dagli ungheresi) ha superato ben presto i confini del genere: è una storia ricca di colpi di scena, racconta la Storia e il suo impatto sulla gente comune come solo i grandi libri sanno fare, e ha una protagonista che il lettore non scorderà più.

<<Se Katherine, la protagonista di Per sempre, ricorda Jane Eyre perché come lei non rinuncia a vivere fino in fondo la propria sensualità, un altro romanzo da poco tornato in libreria, per altri versi, è imparentato con il capolavoro di Charlotte Brontë. Si tratta di Abigail, l’unico libro per ragazzi della scrittrice ungherese Magda Szabó, pubblicato dall’Anfora nella nuova traduzione di Vera Gheno, con una nota dell’autrice. Georgina, detta Gina, ha quindici anni ed è costretta dalla Storia a chiudersi in collegio: siamo nell’autunno del 1943, l’istitutrice francese viene rimpatriata perché il suo paese è in guerra sul fronte opposto, e il padre di Gina, un generale rimasto vedovo, non trova altra soluzione che mandare la figlia a studiare dentro una torre d’avorio dalle regole rigidissime e dall’isolamento assoluto.
Nonostante si tratti di un libro meno conosciuto di altri dall’ambientazione simile, ha tutti gli ingredienti del classico di formazione, insieme alla scrittura magnifica della Szabó, nota al pubblico adulto per romanzi come La porta o La ballata di Iza.>>

La sfera della vita quotidiana in Magda Szabó è un mondo malleabile e dilatabile all’occorrenza: i particolari, i dettagli del quotidiano sono allungati, espansi, rimpinguati, anche quelli riferiti alle relazioni sociali, al fine di rendere la complessità individuale. Questo è un procedimento palese in Abigail, così come lo è l’ingresso della Storia nella narrazione.

Anticipazione pubblicata il 7 maggio 2017 nell'inserto culturale CONTROCULTURA de Il Giornale

 

"Per quanto mi riguarda, è il terzo romanzo di Magda Szabó che leggo, dopo
La porta e La ballata di Iza  e che mi avevano entusiasmata.  Abigail non solo non mi ha delusa, ma mi ha confermato nel mio apprezzamento nei confronti di questa grande scrittrice ungherese. Mi ha solo stupito un poco vedere che, nelle bibliografie che ho trovato in rete, Abigail (che è del 1970, precedente dunque di parecchi anni gli altri due) viene sempre indicato come “libro per ragazzi”. Per ragazzi?! Libro per tutti, secondo me. Francamente non capisco."

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