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La notte dell'uccisione del maiale

 

La notte dell'uccisione del maiale 
Magda Szabó 

 

 

Dicembre 2018

Seconda edizione riveduta e ampliata con un saggio inedito in postfazione dell'autrice

Traduzione del romanzo Francesca Ciccariello

A cura di Mónika Szilágyi

Postfazione: Scrittore e modello di Magda Szabó,

traduzione di Vera Gheno

p. 288

ISBN: 9788889076408

Euro 17,50

Anni Cinquanta: in una città di provincia ungherese, Debrecen, in un cupo e freddo giorno invernale, una famiglia si prepara all'annuale uccisione del maiale e al conseguente banchetto. Conosciamo la storia del matrimonio di János e Paula, il passato delle loro famiglie e scopriamo un segreto che porta alla morte ma nello stesso momento anche alla rinascita.

 

“La notte dell'uccisione del maiale è un campo di mine aperto, con tutti quegli elementi che ho utilizzato tante volte nella mia carriera, un libro di base la cui tesoreria avrei potuto amministrare fino ai giorni recenti. Se preferite: Micene con la tomba aperta di Agamennone. (...) Mentre la pubblicazione del romanzo (...) sul mercato librario occidentale rese più profondo il ricordo dei primi successi, i recensori marxisti sentirono che fosse giunto il tempo dell'ammonimento: che frenassi il mio comportamento letterario insolente, il quale sempre contrabbandava qualcosa nelle mie storie che richiamava l'attenzione sui difetti allarmanti del sistema. La stampa nazionale me le suonava, gli esteti occidentali mi collocarono in un nobile ambiente letterario tra le Brontë e i drammaturghi greci antichi.” 

Magda Szabó

Rassegna stampa

su Il Paratesto

il maiale, in attesa del suo sacrificio, che appare sempre più come il martire pronto a farsi carico del male dell’uomo, della famiglia, del genere umano intero (...)

su IL RIFUGIO DELL'IRCOCERVO

In Lezioni di Letteratura (1982), Vladimir Nabokov – parlando della Metamorfosi di Franz Kafka – spende due parole sul concetto di realtà, affermando che quando l’esistenza oggettiva diventa «un guscio rotto e vuoto» a causa della realtà soggettiva eccessivamente influente, l’unico modo per ricomporla è prendere «diversi mondi individuali, mescolarli bene insieme, raccogliere una goccia di questa miscela e chiamarla realtà oggettiva»; è la stessa operazione, difficoltosa e edificante insieme, che Magda Szabó richiede al lettore della Notte dell’uccisione del maiale(Edizioni Anfora, 2018)

su Cultweek

In quest’opera polifonica che racconta la genesi di un efferato crimine domestico, Magda Szabó empatizza con l’assassino. Se c’è misericordia, in questo romanzo assai duro, è soltanto per il carnefice. Risuona l’eco di un classico della letteratura ungherese, Anna Édes di Dezső Kosztolányi, ovvero un romanzo il cui nucleo drammatico è costruito intorno alla deflagrazione emotiva di un personaggio remissivo, servile, fedele, che nel corso della storia non fa che subire umiliazioni, tradimenti e disprezzo.

su Sotto la copertina

Un libro di paradossi, insomma. In cui due giornate sembrano durare una vita intera, eppure tutto si consuma in un solo attimo fatale, di tragica tristezza, lungo un’esistenza; in cui eros e thanatos si scambiano di ruolo, in cui il riscatto arriva nelle maniere più inaspettate. (...) Se la Letteratura (con l’iniziale maiuscola) deve ispirarci la voglia bruciante di vedere e il terrore di guardare, allora, Magda Szabó è Letteratura.

Eleonora Papp su LibroGuerriero

La notte dell’uccisione del maiale è il romanzo dei segreti sepolti: è, nel contempo, una storia criminale a tinte fosche e un dramma ciclico greco commovente.

su Senzaudio

L’autrice ungherese scomparsa nel 2007 era, fino a poco tempo fa una perfetta sconosciuta per me. Ne avevo sentito parlare, ma non avevo mai approfondito la conoscenza; forse perché – me ne dovrei vergognare – mi ero fatto l’idea che la letteratura Ungherese fosse un po’ troppo pesante e difficile da leggere.

“La notte dell’uccisione del maiale” distrugge completamente questa mia sciocca opinione.

Maurizio Vicedomini su "Grado Zero"

Lo stile di Szabò è elegante, preciso. L’autrice ungherese riesce a dipingere le psicologie di moltissimi personaggi con chiari tratti identitari, dandoci l’evidenza – durante la lettura – che la loro vividezza non è altro che il rispetto delle loro pulsioni più basilari: amore, odio, autoconservazione, soddisfacimento dei propri bisogni, amor proprio.

su Onlyapapermoonweb

La notte dell’uccisione del maiale è un palcoscenico dove ognuno può permettersi di raccontare il proprio nugolo di nero rancore e le proprie insidie tenute dentro e covate per anni, tutti i ricordi e tutti gli amori che sono cresciuti nel tempo, fino a occupare così tanto spazio che un solo punto di vista davvero non basta per poterli raccontare davvero, quando anche una sola notte sembra diventare irraggiungibile.

su Eleonora F - misstortellino

misstortellino, tra personaggi femminili forti e il non detto di Magda Szabó,  recensisce "La Notte dell'Uccisione del Maiale" sul suo canale Youtube.

Anna Vallerugo su SatisFiction

È invece la grandezza della perfetta resa dei punti di vista, delle interpretazioni, delle schegge rifrante, a essere importante e a rimanere.

Sono il bene donato e mai riconosciuto, i tanti, densi, silenzi di famiglia, le pieghe amare prese dalla vita – raccontate dalla lingua di grande precisione di Szabó, una lingua amorevole – a restare.

su anatomiadiunindipendenza

La coralità diventa un elemento essenziale della narrazione, perché solo attraverso le diverse voci il lettore può sperare di apprezzare in pieno la tragedia che Magda Szabó vuole raccontarci; perché di questo si tratta, una tragedia riuscita in tutto e per tutto, e di cui si ha il sentore sin dalle primissime pagine. D’altronde la stessa Szabó parla del suo romanzo come un campo di mine aperto.

su lise charmel

Dal minuto 20.24 un parallelismo tra La Notte dell'Uccisione del Maiale e Fedeltà di Marco Missiroli.

"Romanzo molto duro, ne La notte dell’uccisione del maiale nessun personaggio è completamente innocente o completamente vittima.

Tutti hanno qualcosa da rimproverare agli altri ma anche colpe di cui doversi vergognare, nessuno risulta simpatico o antipatico senza se e senza ma; il libro  è un romanzo di amore e di morte, ma anche, in qualche modo, di resurrezione.

E’ un libro che fa venir voglia — giunti all’ultima pagina — di ricominciare dall’inzio. Perchè una volta terminato  ci rendiamo conto, improvvisamente, che tutto il dramma era contenuto già nel primo paragrafo e che la Szabó aveva disseminato nel corso della narrazione decine di indizi che soltanto giunti alla fine noi lettori siamo in grado di “vedere” e decodificare."

 

su "nella foresta di Sherwood"

I silenzi, i ricordi che vengono in superficie, i risentimenti, l’odio, le passioni nascoste vengono riversate sulla pagina dall’autrice che riesce a mettere a nudo l’anima dei membri delle famiglie coinvolte. Non solo una storia familiare.

su Books & Cuddles

Questo splendido e terribile romanzo è stato il mio primo approccio alla Szabó. Sono rimasta estasiata dalla sua prosa potente, evocativa e affilata. 

La prima è di essere al cospetto di una narratrice spietata, efferata, vera. 

La seconda di aver avuto tra le mani una storia, che tutta si svolge nell’arco di ventiquattro ore, ma nella quale il tempo si è dilatato, ha mutato il passo. Il mio compreso. 

La terza è di aver sovvertito il mio pensavo innato senso di giustizia e quindi di essermi sentita spiazzata nella sicumera.

Ora vorrei leggere altre storie di Magda Szabó, imparare a guardare il mondo attraverso il suo sguardo luciferino.

Mangialibri

"La notte dell’uccisione del maiale ha la stoffa di un lavoro egregio e il sapore della magnificenza della sua splendida autrice che qui, in questo alto canto, ha lasciato vedere un buio - umano e sociale - che sanguina palpabili inquietudini e che illumina intime e piene riflessioni. Delizia per gli occhi e sussulto per il cuore." Giulia Sperini recensisce La notte dell'uccisione de maiale su Mangialibri.

 

"Nonostante gli iniziali passaggi oscuri, il tenore drammatico è immediato. Su tutto l’odio e il disprezzo. Ogni capitolo è un personaggio diverso, presentato dal punto di vista di tutti gli altri, in un continuo cambio di dimensione spazio temporale. La prima complicata parte del romanzo porta a una seconda, magnifica. Dopo aver disseminato indizi sibillini, finalmente si scopre il segreto. Il velo di cecità della natura umana si alza. La tragedia si consuma, la morte. I personaggi si liberano, il freddo inverno cristallizza la riconciliazione.

Una storia dura, violenta. La Szabó è superba nel dare corpo all’incomunicabilità nella e della famiglia."

"Perché con Szabò non ci si deve scoraggiare dinanzi a passaggi apparentemente oscuri : andando avanti è probabile che riveleranno il loro significato. Così La notte dell'uccisione del maiale è uno di quei libri, che, appena letti, si dovrebbero riaprire dall’inizio per apprezzare quanto l’epilogo fosse già ravvisabile dalle prime pagine."

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